“Così giovane e già così moderato” un viaggio nella politica italiana

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Un libro è un oggetto destinato a rimanere fermo, immobile, tra le mani del lettore prima, nella propria libreria dopo. A volte però un libro rappresenta un biglietto per viaggiare, la staticità delle pagine si trasforma in un’ avventura che ci permette di vedere da vicino fenomeni e vicende che non conosciamo. E’ quello che mi è successo con la lettura di “Cosi giovane e già cosi moderato”, opera edita Garzanti, scritta a 4 mani da Ludovico Rossi e Roberto Lucarella. Con soli 14,90 euro, prezzo del libro, mi sono regalato un coinvolgente viaggio nella politica con la p minuscola, la politica che il cittadino non capisce, la politica autoreferenziale, fatta di miliardi di viscide dinamiche interne invisibili all’occhio umano. Pagine che raccontano la storia di Andrea, studente fuori sede, partito con la propria ragazza Angelica con la quale convive, che al secondo anno dell’Università per caso si ritrova nel Circo della Politica. Fa il suo ingresso casualmente, nel corso di una partita di calcetto, una partita in cui da buon portiere instaura un ottimo rapporto con il difensore della squadra, Fedele, ragazzo introdotto nell’Associazionismo Studentesco e nelle correnti di Partito. Fedele per Andrea sarà come Virgilio per Dante, una guida “fedele” (poi rinnegata) nell’ostico mondo della politica. Una guida che subito renderà chiare ad Andrea le regole invisibili al cittadino medio, ma che bisogna rispettare per scalare le gerarchie. Si tratta di regole auree, presentate quasi come scientifiche, come la Regola delle 3 P : Presenziare, Presentarsi, Parlare. E le idee dove sono direte voi. Le idee sono solo accessori. Andrea si immerge a capofitto e il naufragar gli è dolce in questo mare. Annega socialmente, perde il rapporto con genitori, fratello e fidanzata, ma scala le gerarchie del partito con costanza, velocità e determinazione. In poco tempo Andrea capisce come gira come la ruota. “La politica è un mondo gerontocratico e l’opinione che i grandi si fanno di te è quello che conta davvero”, “in politica è importante Chi è cosa – quando lo è – per quanto e perché e soprattutto grazie a chi”, “Non importa destra, sinistra o centro, ciò che importa è ciò che sei all’interno del Partito”. Il protagonista vive le dinamiche che scopre passo dopo passo come naturali. Alla politica fa gola uno come Andrea. Un ragazzo privo di precedenti esperienze politiche è “come un vaso di creta non ancora cotto, facile da modellare”, da plasmare e rendere a immagine e somiglianza dell’Apparato. La storia è un crescendo, un crescendo che racconta il “cursus honorum” dello studente fuori sede, la sua scalata gerarchica. Ogni personaggio contiene nel nome un gioco di parole che descrive la personalità del personaggio “Guido Larivolta”, “Fedele Dasempre”, “Salvo Permiracolo”, “Fausto Digloria”. L’espediente allegorico utilizzato dagli autori ricorda a tratti “Animal Farm” di Orwell, qui sono i nomi divertenti a sostituire gli animali della fattoria nel delineare i tratti dei protagonisti. Il libro come dicevo è un viaggio nella politica peggiore, quella che l’uomo comune non si aspetta, una politica che si guarda dentro e vive chi non la capisce con disprezzo e quasi pietà. Il protagonista Andrea nel susseguirsi delle pagine non sembra mostrare imbarazzo per i luoghi e la situazione in cui si è trovato, unico momento di lucidità è il confronto con l’anziano Fausto Digloria, attempato tesserato. “PER NOI IL PARTITO ERA LO SCOPO, NON IL MEZZO, ECCO PERCHE’ AVEVAMO DEI GRANDI DIRIGENTI” sottolinea appassionato l’anziano. Ecco questo è un punto fondamentale del libro. In tutte le pagine si parla di un partito come mezzo per personali scalate gerarchice, per individuali mire espansionistiche, un comitato elettorale per chi è gerarchicamente più in alto. L’Anziano tesserato, invece, parla di un Partito come fine, come scopo, come una creatura da crescere e coccolare. Il discorso del vecchio saggio scuote momentaneamente Andrea, ma lo studente fuori sede e tutti i personaggi di questo libro sono degli Squali (evocativa a tal proposito è la copertina del libro). Ogni tanto e solo per poco la sensibilità li sfiora ma, immediatamente, riescono a tornare lucidi e ritornano vittime di arrivismo e “agonismo politico”.  

Raccontarvi l’evoluzione dettagliata della storia politica di Andrea non ha senso, il libro la racconta in maniera magistrale e leggera. 

Quello che mi porto dentro al termine della lettura è un passo del libro che recita cosi :

I colpi di scena (in politica) sono tali solo per il pubblico, ma in politica c’è sempre un regista che sa come accompagnare i suoi attori verso il finale scritto nel copione”  

Mi porto dentro una storia simil-vera di una Politica che nella predeterminazione dei suoi effetti ricorda l’abitualità delle scene del film “The Truman Show”. La vita di Truman come la vita delle istituzioni nate per il cittadino (il Partito) è decisa a tavolino, neanche nelle riunioni, ma in cene e in camere d’albergo.    

Lo sconforto è prepotente alla fine della lettura del libro, ma spesso la disillusione può trasformarsi nel motore del cambiamento. Proviamo a cambiare i “registi” e il copione della politica italiana e usciamo dalla trappola della “moderazione” imposta dal sistema. 

 

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