Il Moralismo esasperato rende meno libere le donne

Ieri la RAI ha deciso di concludere una lunga storia d’amore con Miss Italia, escludendola dai palinsesti della prossima stagione televisiva, a causa dei costi troppo elevati. In Italia le trincee dei moralisti sono sempre affollate e quando ci sono notizie di questo tipo i “portatori sani di etica” escono allo scoperto per sferrare potenti attacchi all’Italia “maschilista”. Ieri è toccato a Santa Maria Boldrini, nostra amata, apprezzata, santa Presidente della Camera (prega per noi). La Boldrini ha salutato la cancellazione del programma come passo in avanti per la televisione pubblica e come una “scelta civile e moderna”. Francamente, chi utilizza la presenza o meno in tv di un concorso di bellezza come termometro per monitorare la salute delle pari opportunità in un Paese è davvero fuori strada. Alla base delle “battaglie” di genere, alla base delle lotte di rivendicazione di maggiori diritti per le donne c’è una parola, forse una delle più belle mai esistite, una parola che rimane bella anche se è stata utilizzata molte volte da Berlusconi per le sue formazioni politiche. Questa parola è LIBERTA’. La libertà della donna, la sua emancipazione, la possibilità di rompere il muro che le era stato costruito attorno e potersi finalmente strappare di dosso la camicia di forza da casalinga. Questo è stato il lungo percorso che ha portato le nostre mamme, sorelle e zie ad essere libere e con pari diritti. C’è ancora molto da lavorare, ma le donne ormai volano sempre più libere nel mondo del lavoro, nel mondo della politica, nelle principali istituzioni ed il futuro sarà sicuramente dalla loro parte. La Boldrini ieri, a mio parere, ha rilasciato una dichiarazione totalmente fuori luogo. La Donna Italiana che ritiene opportuno sfilare per un concorso di bellezza con un numero stampato sul petto non è una donna di serie B. E’ una donna che in un preciso momento della propria vita sta decidendo di puntare sulla propria bellezza e sul proprio fascino per crearsi un avvenire. Tra l’altro Miss Italia non offende il pubblico, non offende la dignità delle donne, non lede il buon gusto, è ovvio che tra la numero 1 e la numero 100 non troveremo la nuova Marie Curie o la nuova Alda Merini, ma sono donne libere e la loro libertà va difesa. Ogni individuo è libero di disporre del proprio corpo, a maggior ragione se non lede la legge, il buon costume e l’ordine pubblico (art.5 codice civile). Il dubbio alla fine di questa analisi sorge spontaneo. L’intervento della Boldrini più che una dichiarazione diretta all’effettivo miglioramento delle condizioni femminili pare la solita frase detta ad hoc per ricevere un ritorno di immagine dal proprio bacino di utenza, dalla propria area di appartenenza. Ma cara presidente Boldrini il bigottismo non ci appartiene. Le lotte femministe hanno dovuto combattere con l’area bigotta e cattolica della nostra bella Italia prima di poter raggiungere dei risultati. E adesso cosa facciamo? Adesso che ci stiamo avvicinando all’obiettivo, le donne come lei, quelle che ce l’hanno fatta, retrocedono e tornano a tristi e mortificanti stereotipi preistorici. Sia chiaro, il lettore sappia che non ho nessuno intenzione di elevarmi a difensore supremo e ultimo di Miss Italia e di chi la organizza. Altro discorso sarebbe l’opportunità o meno, per una televisione pubblica, di ospitare un concorso di bellezza. Ma da un’azienda che ha cancellato dai palinsesti “La Storia siamo noi” non mi aspetto molto.

Ogni giorno in ogni ambiente continuiamo a lottare per un’Italia più UGUALE, la nostra bussola sarà e dovrà sempre essere l’indispensabile art.3 della Costituzione. Ma un’uguaglianza senza libertà, un’uguaglianza rinchiusa nella gabbia d’oro del moralismo esasperato è un’uguaglianza fittizia. Utilizziamo la legge, le Associazioni, le scuole, le famiglie per inculcare ancora di più la fondamentale parità tra sessi. Ma vi prego, liberiamoci dal Moralismo e dalle lezioni di etica, sono solo ostacoli nel lungo viaggio destinazione uguaglianza.  

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