Il PD in chiave manzoniana

Immagine

La Direzione PD non riserva colpi di scena. Tutto è già scritto. Le Riunioni del PD sono come quelle commedie americane, sai benissimo dall’inizio come andrà a finire, con la differenza che al “tanto alla fine si sposano” si sostituisce “tanto decide D’Alema”. Quando Franceschini ha preso la parola in Direzione, sottolineando il diritto per i soli iscritti di eleggere il Segretario Democratico, ho cominciato a ripensare al Manzoni. “Quel Partito di via del Nazareno, che volge al Congresso”, cosi comincerebbe Manzoni scrivendo del PD oggi. “I Promessi Democratici”. Posto che finalmente abbiamo vinto la resistenza dei “Bravi” (Fioroni e co.) e quindi questo Congresso s’ha da fare e si farà, ho provato a giocare, cercando di associare il Partito ad un episodio della celebre opera. La sceneggiatura, la Milano appestata del ‘600, ben si presta ai Democratici del 2013. Tra i Dirigenti del PD la voglia di chiusura sta diventando contagiosa, come la peste. I “Monatti democratici”, immuni al morbo e ormai guariti, stanno cercando di trasportare gli appestati fuori dalla città, per evitare il rischio contagio e per le cure al Lazzaretto. Una sorta di “evasione di sopravvivenza”, come la chiamerebbe Don Fassina. Il monatto era un addetto pubblico che nei periodi di epidemia pestilenziale era incaricato dai comuni di trasportare nei lazzaretti i malati o i cadaveri. E’ un’operazione difficile, i monatti sono al lavoro, sono un po’ fighettini, ma cercano di curare il “Morbo democratico” in diffusione. Ancora più emblematica la figura di Gertrude, la monaca di Monza, murata viva per 13 anni in Convento per aver avuto una relazione con un uomo. Il PD è uguale. Nato fedele a dei valori, commette peccato con una relazione pericolosa. Invece di Egidio, la nostra tentazione è stata Silvio (se Egidio avesse avuto Ghedini come avvocato forse non sarebbe morto). Viene rinchiuso come la Monaca di Monza, elevando un muro tra elettori e dirigenti, tra base e vertice. Murato ma vivo. Un Partito ottuso, chiuso, che non conosce il proprio elettorato e che deve scontare la pena della mancanza di fiducia da parte della società. Proviamo a liberarla questa Monaca, facendo capire alla gente che il peccato che ha commesso è stato un errore che non accadrà più, frutto di una classe dirigente interessata e poco attenta agli elettori.

Sperando nella provvidenza manzoniana e nel nostro amplificatore di Monza, che ben conosce Monaca ed appestati, cerchiamo di romperlo questo muro e di ritornare ad essere aperti al mondo e alla società. Siamo il partito del “demos”, nomen omen. Non possiamo continuare a vivere murati. Sono nato nel 1989 e forse le cadute dei muri le ho nel DNA. Proviamoci, sperando di poter risvegliare questo partito che fu ed è “siccome immobile, dato il mortal sospiro”.

“Sarà vera gloria? Ai posteri l’ardua sentenza”.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: