Non sarà la Cassazione

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Vedo un clima di trepidante attesa. Nei bar, in Università, dal fruttivendolo, al parco non si parla d’altro. Verrà condannato o meno. Mi viene in mente un calcio di rigore. Un calcio di rigore di una partita importante, un mondiale, una Coppa Campioni. Il problema è proprio questo, si sta facendo dipendere la vita di un uomo da questa sentenza,  come la vita di un calciatore spesso dipende da un rigore: se condannato “niente di nuovo, lo sapevamo”, se assolto diremo che ci siamo sbagliati e si spalancheranno le porte del revisionismo. E’ proprio questo l’errore, il giudizio su Silvio Berlusconi non può basarsi su questo, le vicende giudiziarie sono altra cosa, hanno degli organi prefissati per essere risolte, non spetta a noi quel giudizio e soprattutto l’opinione su quel giudizio. Il giudizio su Berlusconi, uomo politico, dipende dalla nostra memoria, dalla nostra libertà o meno rispetto ai mezzi di comunicazione mainstream. Il calcio di rigore non è la Sentenza. Il calcio di rigore sarebbero dovute essere le Elezioni. E in questo Silvio è stato come Balotelli. SuperMario non ha mai sbagliato un rigore nella sua carriera (19su19), Silvio anche. E il portiere? Il portiere cos’ha fatto in questi anni? Il portiere è stato assente, ha via via smarrito i riflessi per parare il tiro all’attaccante di Arcore, fino a creare un Governo da alleati. Ci è riuscito Prodi, creando però una corazzata unita solo dall’odio per Silvio e non da precisi obiettivi. Siamo tutti responsabili. Non siamo stati in grado di creare una contro cultura al “Mediasettismo” dilagante. Siamo rimasti chiusi nelle nostre Sezioni, nelle nostre Associazioni, nella nostra millantata superiorità morale e se siamo usciti, abbiamo sbagliato il modo, evidentemente. Abbiamo permesso l’operazione mediatica, completamente riuscita, cioè quella di canalizzare l’attenzione degli italiani sulle vicende giudiziarie di Silvio piuttosto che sul suo operato politico o sulla sua linea economica. Ed eccoci qui. In un Paese Democratico il calcio di rigore è diventata una Sentenza e non più una regolare Elezione. Se verrà condannato, soprattutto se verrà condannato all’interdizione, non ci sarà da gioire. Si certo, sarò felice come quando viene condannato qualsiasi cittadino, perchè credo nella Magistratura e nei Magistrati e la giustizia avrà fatto il suo regolare corso. Dico solo che sprofonderò in un intenso sconforto, dovuto al fatto che in 20 anni siamo dovuti giungere ad una sentenza per respingere un suo rigore, per frenare la sua vita politica. Non siamo riusciti a creare un’alternativa, non siamo riusciti a renderci “altro” rispetto alla sua linea politica. Forse domani il rigore verrà parato, si ma da un colpo di vento, da un’entità superiore come la Magistratura e non dalla nostra bravura e dai nostri riflessi. Quel rigore avremmo dovuto deviarlo noi. Non ci siamo riusciti. Per questo vi chiedo in caso di condanna non esultate, l’Interdizione dai Pubblici Uffici dovevamo ottenerla noi con le elezioni, sconfiggendo il nemico sul campo, allontanandolo dalla vita politica, facendo capire agli Italiani che il fenomeno delle “Leggi ad Personam” è eticamente di gran lunga più grave rispetto ad una frode fiscale. E in caso di assoluzione non provate nemmeno ad aprire la strada al revisionismo dilagante. Non sarà la Cassazione o una frode fiscale più o meno accertata a cancellare il mio giudizio politico su Berlusconi, sui suoi alleati, sulla sua linea economica, sulla sua gestione della vita culturale e scolastica del Paese.   

La Sentenza sul cittadino la emette la magistratura. 

La Sentenza sull’uomo politico, invece, la emette la magistratura in quanto Cittadino e l’opinione pubblica in quanto Politico. Non facciamo dipendere l’una sentenza dall’altra. Nell’attesa, non pensate ai possibili scenari futuri, come stanno facendo in queste ore tutti i giornali, guardiamoci indietro invece, pensiamo a questo ventennio, pensiamo a questo impoverimento culturale, pensiamo alla mentalità dilagante del “tutto e subito” e del “tutto si può comprare” assolutamente made in Silvio, pensiamo allo svilimento della donna, pensiamo alla folle politica economica, pensiamo alle leggi ad personam, pensiamo al Lodo Alfano. Pensiamo a tutto questo e vedrete che qualsiasi scenario, la condanna quanto l’assoluzione, scivolerà senza lasciare traccia sulla nostra memoria, come se nulla fosse successo. Così sia, ma non sarà. Il mio giudizio da Cittadino è e rimarrà inappellabile, anche di fronte alla Suprema Corte. Certe cose non le cancella neanche la Cassazione. 

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