Pronto? Con chi parlo?

Non siamo ancora pronti“. Queste sono le parole con cui Emanuela Corda, deputata sarda del M5S, ha commentato la mancata presentazione della lista per le elezioni regionali in Sardegna. Parole forti quelle della deputata, che dalla sua bacheca facebook denuncia anche l’assenza di un metodo definito e di regole certe condivise.  

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Bisogna contattarla al più presto. Si bisogna avvisarla che nella “lontanissima” estate del 2013 Di Battista, parlamentare 5 stelle, dichiarava: “Noi siamo pronti a governare”   

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A questo punto le questioni sono due: 

1) O il Movimento 5 stelle vuole governare l’Italia ma non la Sardegna   

2) oppure semplicemente dietro tutto il rumore di Grillo si nasconde una “rudimentale” (dal punto di vista organizzativo) macchina centralista, senza metodo e regole, che non è riuscita ad andare oltre ai temi dell’anti politica (nonostante il buon lavoro di alcuni parlamentari che hanno cercato di spostare l’attenzione su altre tematiche) e di conseguenza non è riuscita a radicarsi sul territorio.  

Lo dimostrano i recenti flop in Basilicata e in Trentino

In Sardegna il Movimento è stato il primo Partito alle scorse politiche, ottenendo oltre il 29%. Come può Grillo pensare di cambiare l’Italia senza riuscire a presentare una lista in una delle più grandi regioni italiane?   

Il buon Beppe si giustifica dicendo che il Movimento “non è a caccia di poltrone“. 

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Una retorica stantia, che ha perso la sua forza. E’ assurdo e subdolo far passare l’incapacità di trovare un accordo per disinteresse verso la “Poltrona”. Grillo aggiunge che non è obbligatorio presentarsi in una competizione Regionale. Certo, non lo è. Ma diventa “Obbligatorio” nel momento in cui prometti da mesi agli Italiani una rivoluzione. 

Deludere un deluso non fa male, illuderlo si. 

Il mancato radicamento sul territorio, come conferma la mancata presentazione delle liste e come confermano i precedenti flop in competizioni regionali successive alle elezioni politiche, sarà il tallone d’Achille del Movimento.   

Nell’Italia del “particulare”, come la definiva già nel ‘500 Guicciardini, nell’Italia degli 8000 Comuni, la politica deve partire dall’ombra dei campanili. Qui ci sono le sfide vere e i protagonisti politici del domani, ed è da qui che bisogna partire anche per combattere i privilegi. 

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3 Comments

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  1. Lettura molto superficiale e contraddittoria . Sul risultato non si discute, pessima figura. “Macchina centralista”? Se così fosse, la lista sarebbe stata presentata, in quanto studiata a tavolino e imposta. La realtà è che gli attivisti e non di un territorio si devono prendere le loro responsabilità . Altre regioni hanno affrontato le regionali e hanno degli eletti, la Sardegna no. E di chi deve essere la responsabilità se non loro. E non è neanche colpa dei parlamentari eletti in Sardegna,. Non è compito loro coordinare il territorio, anche perché coordinatori non ne esistono. La rivoluzione c’è si cambia modo di agire e di pensare. Scaricare colpe sempre ad altri non lo è .

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