Trasportare i Bronzi: ennesima occasione persa

C’è un Paese nel mondo a forma di stivale che vanta 3.400 musei, circa 2.100 aree e parchi archeologici, 43 siti Unesco.
Numeri impressionanti, se non fosse che ahinoi gli stessi hanno un indice di ritorno economico 16 volte inferiore a quello degli Stati Uniti, 4 a quello francese, 7 volte sotto quello inglese.

bronziIn questo stesso Paese i dati in questione non vengono minimamente presi in considerazione. Anzi si è convinti di poter ottenere un ritorno economico trasportando a Milano delle opere fragilissime come i “Bronzi di Riace” in vista dell’EXPO. Dimenticando in un attimo gli sforzi fatti per la riapertura del Museo che li ospita a Reggio. Senza pensare che lasciare i Bronzi a Reggio rappresenterebbe un’imperdibile occasione per far conoscere il patrimonio artistico di quella splendida parte d’Italia al mondo, proprio nel fertile periodo dell’EXPO. Un’operazione che gioverebbe a tutti, rafforzando l’economia di una Regione spesso in difficoltà.
Sgarbi è convinto che portare i turisti a Reggio sia una “mission impossible” durante l’Expo. Quindi pensiamo di fare l’Expo per far conoscere solo Milano, Venezia e Roma? Questa si, sarebbe una pesante sconfitta. Non stupisce che dietro questa “brillante” idea ci sia proprio il leghista Maroni.

Sembra non avere fine la mancanza di strategia nello sfruttamento del patrimonio artistico italiano. Così Pompei crolla e le navi da crociera continuano ad inchinarsi a due passi da Venezia, evidenziando un solo e unico modus operandi, dalle sfumature tutte italiane e riassumibili nel celebre: “ando cojo, cojo”.

Ma non importa. Faremo finta di essere splendidi, perfetti e agghindati in vista dell’EXPO, esponendo con vanto la nostra argenteria alle genti del mondo, cercando di massimizzare il profitto in una sola occasione, senza preoccuparci di indebolire ulteriormente le aree più in difficoltà del nostro Paese.
Calato il sipario, si tornerà alla dura realtà dell’Arte e della Cultura Italiana, considerate solo e soltanto voci di spesa e mai forme di investimento. E quel profitto del tutto “straordinario” dell’EXPO verrà riposto lentamente nel cassetto degli avvenimenti irripetibili.
E noi ancora un po’ più in giù, planando su Boschi, topless ministeriali e polemiche sullo stipendio di Antonio Conte.
Senza pensare neanche per un attimo all’ennesima occasione persa per sfruttare e tutelare il nostro petrolio.

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One Comment

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  1. Tutto ciò è molto triste da italiano, ancora di più da restauratore, che vede il patrimonio deturpato ed abbandonato. Così come il piccolo artigianato, piallato da tasse e balzelli.
    Siamo i migliori nel distruggerci tra di noi, sperperando la vera bellezza, unica al mondo di arte, archeologia, natura, tutte unite nella stessa nazione.
    Concordo con te, ne ho scritto anche un post proprio due giorni fa, ove narro le vicissitudini in cui sono incorsi i Bronzi dal loro ritrovamento.
    Devono restare a Reggio!
    Ciao

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