Il fallimento di un format

Usciamo da questa discussione noiosa e molto più adatta ad una sala d’aspetto di uno studio odoiatrico e, soprassedendo sulla rivalità Floris//Giannini, DiMartedì/ Ballarò, interroghiamoci sul definitivo fallimento di un format: il talk show politico.
La mia tesi è precisa, forse totalmente inadatta ma la espongo brevemente.
In un Paese in cui si è persa la contrapposizione tra poli, in cui si è persa ogni fiducia nella dialettica, in cui si è persa la bellezza dello scontro tra tesi e antitesi per giungere a sintesi, uno show televisivo basato su due contendenti disposti gli uni di fronte agli altri, tipo “Mezzogiorno di fuoco”, non ha più senso. Non appassiona.
Le larghe intese hanno ammazzato il dialogo e le rappresentazioni di questo ovviamente non risultano più credibili.
Lo “stato di necessità” in cui siamo intrappolati da tempo, scriminante di ogni intervento dell’esecutivo e del legislativo, ha appiattito la dialettica, rendendo la narrazione sterile proprio come il dibattito politico.
Cosa ne pensate?

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