S’io fossi Napolitano

Antonio Sicilia, Presidente della Repubblica (impopolare), avrebbe pronunciato queste parole (cambiando completamente prospettiva e campo d’analisi rispetto al Presidente Napolitano):

“L’antipolitica è già in crisi. E’ morta sotto i colpi dell’astensionismo, raggiungendo in poco tempo i Partiti Politici, nelle stesse sabbie mobili d’impopolarità. Da “alternativa” è diventata in pochi mesi “meno peggio” fino ad essere considerata meno incisiva del non voto.
Il problema sta nel Parlamento cari cittadini. Ogni movimento, idea, principio che entra a far parte di questa istituzione finisce per essere percepito come inutile, più che deleterio.
La deriva “eversiva” dei recentissimi Governi, concretizzatasi nella delegittimazione del ruolo del Parlamento sotto colpi di “fiducia” e “decreti legge”, giustificati dal ritornello dello “stato di necessità”, ha reso i rappresentanti superflui e poco incisivi agli occhi dei rappresentati.
Questa crescente convinzione trova il suo naturale sfogo nell’astensionismo, campanello d’allarme lanciato dai cittadini che preferiscono “non respirare la stessa aria di un secondino, rinunciando alla propria ora di libertà”.
La legge elettorale senza preferenze, il succedersi di Governi non scelti dal Popolo, il rapporto parassitario tra Partiti e Amministrazione, la corruzione imperante all’interno delle amministrazioni pubbliche, ha portato sempre più cittadini a non muovere più neanche un passo verso il cambiamento, uomini e donne immobilizzati dalla disillusione.
L’antipolitica e l’astensionismo sono anomalie che dovrebbero indurre il mondo politico tutto a preferire atteggiamenti e misure di “autocorrezione” rispetto ad un rigido e rancoroso “arroccamento” verso posizioni superate e non più comprese.
Questi giorni sono terribili per ogni cittadino italiano. La nostra Capitale si è rivelata intrisa di corruzione e la Politica è tra i principali protagonisti di questo degrado.
Invito tutti i Parlamentari a non perdere il proprio tempo nel combattere l’antipolitica, denigrando l’avversario o provando a contestare uno dopo l’altro i luoghi comuni che il populismo made in Italy quotidianamente ci propina.
Utilizzate la porzione di sovranità popolare che vi è stata affidata per testimoniare una Politica pulita e trasparente, tendente al rinnovamento e alla rottura rispetto ad un passato troppo spesso pieno di ombre.
Con la “buona politica”, con l’estensione a livello nazionale delle tante “buone pratiche” presenti nel nostro territorio, con un orecchio sempre teso verso i problemi quotidiani dei nostri cittadini, riuscirete a sconfiggere in un sol colpo astensionismo, antipolitica e populismo.
Antipolitica, populismo, astensionismo sono mostri generati dalla politica stessa. Basta considerarle cause della situazione attuale. Cominciamo un nuovo corso considerandoli effetti di una cattiva politica da rinnovare, partendo dalle fondamenta.
Con un occhio sempre vigile rispetto agli estremismi extraparlamentari, desiderosi di cavalcare astensione, disagio e disillusione con metodi e toni violenti.
“Qui il problema non è più democrazia o fascismo, ma il fascismo nella democrazia”

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