Padova, Povia e la nuova Lega.

“Questa nazione si deve rialzare e si deve riprendere le chiavi di casa.
Per andare avanti, bisogna tornare indietro”

Parole lette per puro caso.
Parole pronunciate dal poeta contemporaneo, fortunatamente incompreso, Giuseppe Povia, per lanciare la tappa di capodanno del suo tour “Siamo Italiani“.

La notte di capodanno Povia sarà ospitato nella splendida cornice del Prato della Valle a Padova, invitato direttamente e ovviamente dal nuovo sindaco “illuminato” Massimo Bitonci.

Povia già da qualche anno si è ritagliato uno spazio politico preciso all’interno della discografia italiana, cavalcando tematiche come il “nazionalismo” in molti dei suoi imperdibili testi ,scrivendo post via facebook del tipo “Kyenge ministro? L’Italia finirà ai cinesi” , schiaffeggiando il tema delicato dell’omosessualità o sproloquiando sul caso Englaro.

Fa tristezza pensare che una città universitaria come Padova, sede di un Ateneo di fama internazionale, città di cultura e arte, dovrà inaugurare il nuovo anno sulle note del “pop lepenista” (neologismo, per fortuna poco pop) di Povia.

In una città dove è spesso difficile la convivenza tra italiani e non, in una città in cui l’Amministrazione sta tramutando il problema serio della “convivenza” in “paura e sicurezza”, trovo il concerto di capodanno con Povia una semplice e inutile provocazione.

Abbraccio forte i tanti amici padovani conosciuti in questi anni.
Un pensiero politico nasce e cresce in una preciso e delimitato terreno culturale. Quello scelto dal sindaco Bitonci è inconfondibile e umiliante per una città d’arte come Padova.

Chi cavalca la paura del diverso, chi difende la patria e la supremazia della Nazione Italiana (perchè di questo si parla) nel 2014, organizzando eventi di questo tipo, a maggior ragione in una città complicata come Padova, è FASCISTA. Punto. Chi individua i problemi e sceglie la strada dell’odio, della diversità, della provocazione per risolverli è FASCISTA.

Lo slogan leghista “Prima gli Italiani“, il titolo del tour di Povia “Siamo Italiani“, frasi come “riprendiamoci le chiavi di casa“, sono frasi intrise di fascismo, non possiamo più avere paura di dirlo. Sono frasi che ricordano un nazionalismo pericoloso, sono frasi nostalgiche, sono frasi che portano alla mente slogan come “Deutschland über alles”.   

“Ahahaha il solito gufo pessimista”, mi liquideranno in molti. No care lettrici e cari lettori qui occorre ritrovare la forza di denunciare ogni singola espressione pericolosa per la nostra democrazia e la nostra convivenza. Sembriamo stanchi, disinteressati di fronte a certe tematiche. Non a caso qualche anno fa il prof. Luzzatto parlava di “Crisi dell’Antifascismo“.

“Il futuro nasce dalla storia e non dalla cancellazione del passato” ricordava il professore nel suo splendido testo. Proprio cosi.

Comincio ad essere stufo di tutti gli eufemismi che inventiamo ogni volta per definire la Lega Nord, Salvini e tutta la compagnia.

Proprio oggi a Milano, si sta svolgendo l'”Internazionale Nera“, a cui parteciperanno tutte le sigle nazionaliste, xenofobe dell’ultradestra europea. Salvini non parteciperà, ma ci sarà la consigliera regionale Maria Teresa Baldini, eletta al Pirellone grazie al listino del governatore Roberto Maroni.

fascio
Anzi, è di poche ore fa la notizia che per fortuna questa squallida “Internazionale” non si svolgerà più in una sala della Provincia alacremente richiesta proprio da Ettore Fusco, consigliere metropolitano della Lega Nord e anche sindaco di Opera (il segretario cittadino della Lega l’ha definita un’iniziativa personale, prendendo le distanze da Fusco, ma rimane comunque un episodio emblematico)

Questa è la nuova Lega, questa è la Lega che legittima politicamente Casa Pound, questa è la Lega che cavalca il malcontento cercando di sostituire muri spessi ai confini nazionali. Povia si inserisce perfettamente nel background culturale che i sindaci leghisti, gli amministratori leghisti cercano di ricostruire nelle proprie città.

Vedere Padova stagnare in questo stato comatoso di ignoranza e sottocultura fa davvero male al cuore e alla testa.

Vi lascio con questa.
Non è un consiglio musicale casuale. E’ Dutch Nazari, artista padovano, che insieme a “Sick et Simpliciter” (dietro cui si nasconde Luca Patarnello, altro padovano) ha messo su il disco che sta accompagnando le mie giornate da circa un mese.

Falling Crumbs” è la canzone che vi dedico per questo anno nuovo.

“…Come un ritratto tratto da vecchie pellicole, di persone diversamente libere, ciascuna nel suo piccolo pianeta, come il Piccolo Principe, incapaci di vedere ciò che agli occhi è invisibile.
Una foglia scivola nel Brenta e diventa pesce, poi fiume, poi mare, poi muore, poi cresce, non puoi dire che il mondo fa schifo se ne apprezzi l’arte, che più mi ci perdo dentro e più ne divento parte…”

Le “chiavi di casa” mettiamole nelle mani di chi può darci una prospettiva diversa delle cose. Abbiamo la fortuna di vivere in un penisola che è un ponte naturale nel mare, un mare nato per fare da specchio a popoli da sempre molto diversi.

Chi rimane nel proprio piccolo pianeta sarà sempre incapace di vedere oltre la facilità del pensiero di Povia. La paura, la chiusura sono facili modalità di pensiero, senza sforzi.

L’integrazione, la comprensione, il confronto tra culture sono invece molto faticosi. E’ una partita imperitura che per fortuna tiene in pieno questo strano mondo. Con buona pace di Bitonci, il “Sindaco di alcuni”.

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