“Quando Povia mi fa oooh”. Povia vs Sicilia. La controrisposta.

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Qualche giorno fa ho scritto di Bitonci, sindaco di Padova, e del concerto di Cadopodanno proprio in Prato della Valle di Povia.

Povia non l’ha presa bene e dal suo sito mi ha risposto riga per riga:

http://www.povia.net/poviablog/161-capodanno-a-padova-povia-sempre-attaccato

Vi sintetizzo la sua posizione:

Mi accusa di non conoscere a fondo i suoi testi e mi risponde dicendo che il “Nazi-cult” sono io, visto che non tollero manifestazioni di democrazia come il suo poter cantare dappertutto, a prescindere dal colore politico dell’amministrazione.

Provo con una risposta sintetica, che è una risposta anche a chi non aveva capito la mia posizione (sono sicuro poche persone tra i lettori del blog)

Caro Giuseppe Povia ti rispondo con Wikipedia, altrimenti poi mi dici che sono un intellettuale indottrinato, poco diverso dagli altri:

“Si definisce “nazionalismo” quell’insieme di idee, dottrine e movimenti che sostengono l’importanza del concetto di identità nazionale e di Nazione, intesa come collettività ritenuta depositaria di valori tipici e consolidati del patrimonio culturale e spirituale di un popolo/etnìa, essendo tale patrimonio la risultante di uno specifico percorso storico”

Adesso che hai appena scoperto il vasto significato di “Nazionalista”, potrai convenire con me che il titolo del tuo tour quanto alcune tue canzoni si ritrovano molto in questa definizione.   

Per te è un valore, per me un pericolo. In questo siamo distanti. 

Non spenderò tempo e soprattutto sarebbe inutile convincerti dell’inutilità di un ritorno alla lira. Tanti economisti del nostro tempo e tanti esperimenti contemporanei mal riusciti testimoniano la superficialità della tua tesi. Poi non vorrei ridurre il tema “Si o No Euro” ad un dibattito “Povia vs Antonio Sicilia”. Io volevo parlare d’altro.

Bitonci che tu forse segui poco o segui quando hai voglia, o segui quando ti conviene, sta incentrando la propria politica sul mancato rispetto del diverso. Questa non è “regolamentazione” come la definisci, come la definite. Questa è la via più semplice per risolvere i problemi di una città.
Il sindaco Bitonci, ad esempio, aveva rifiutato di incontrare il console marocchino Ahmed El Khdar con questa motivazione: “Ripeto, non ricevo chi mi vuol proporre nuovi centri islamici o moschee a Padova”. Ha negato una palestra pubblica per il Ramadan con queste dichiarazioni:«Non c’è reciprocità. Quando nel mondo islamico i cristiani saranno rispettati e non perseguitati, allora ci parleremo. Intanto nessuna palestra pubblica per il Ramadan».

Per i dettagli leggi l’ottimo Rebotti sul Corriere della Sera

Allora converrai con me che di sicuro sei il personaggio discografico che più si confà all’impostazione culturale di Bitonci?
Non ti sto dando del razzista, anzi la democrazia che tu ritieni lontana dal mio credo, definendomi “Nazi-Cult”, mi dà l’opportunità di criticarti e di ridiscutere il concetto di “Fascismo”. Parola che deve essere ridiscussa, prescindendo da simboli e immagini,da balconi e parate militari.

Non mi riferisco soltanto ai tuoi testi che conosco davvero molto poco. Mi riferisco soprattutto a quello che scrivi sui social network, sul tuo sito, etc etc.

Leggo nel tuo articolo di risposta quello che avevo intuito. Ritieni il “prima gli italiani” l’antidoto ai nostri problemi, ritieni il ritorno alla “lira” la manna dal cielo. Stranamente sono entrambe posizioni popolari tra chi soffre. Sono soluzioni semplici, smentite dalla storia e dai dati.
L’apporto in termini di PIL datoci ogni giorno dalle mani degli immigrati è imponente.
Per quanto riguarda la Lira, ti inviterei a buttare un occhio sulla cronaca Russa e sul “natale autarchico” che stanno trascorrendo. Forse perderesti improvvisamente la voglia di lanciare proposte all’apparenza cosi semplici.
Sei un personaggio pubblico, dovresti riflettere prima di propinare ricette a chi ti legge.

Il mio articolo aveva un solo scopo: dimostrare la continuità culturale tra te e il sindaco Bitonci. Tu mi hai confermato una stima nei confronti del Sindaco e soprattutto un’ammirazione per il coraggio delle sue idee.
Esattamente. Per me è proprio il contrario. Quelle non sono idee coraggiose. Sono idee populiste che fanno vincere anche chi non ha ricette per il cambiamento o per la risoluzione dei problemi di una città. 

Per il resto ti ringrazio per aver analizzato ogni parola del mio articolo. La democrazia è questa roba qui, confrontarsi, criticarsi e far nascere un punto medio. Anche un dito medio, perchè la democrazia è anche sana passione e pacifico scontro di idee. 

Aggiungo solo una cosa. Diglielo a Bitonci il 31 dicembre che il pluralismo, il rispetto del diverso, non si fondano sulla “reciprocità”. E’ una frase che mette i brividi. La civiltà è altra cosa.

Comunque per la cronaca, “PDiverso” sta per diverso da questa dirigenza PD, spesso diverso dalle posizioni del Governo e non per forza diverso da chi critica le tue posizioni o quelle di Bitonci.   

Se ti va potresti scrivere una canzone su un ragazzo di 25 anni della Minoranza PD che ad una certa ha cambiato strada, folgorato sulla via di Bologna. 

Un ritornello tipo: “Antonio era Dem, ma adesso sta con Sel”. 

Apparte gli scherzi. Se non sono stato esaustivo nella controrisposta, segnalami pure i punti in cui hai ancora voglia di confrontarti. Non mancherò.  

Non vedo l’ora di farti cambiare idea signor Giuseppe Povia. 

P.S. ti consiglio vivamente la lettura de “Crisi dell’Antifascismo” di Luzzatto. E’ una lettura che illumina. 

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One Comment

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  1. Antonio, credo sarebbe proprio necessario porre fine a questo “Povia vs Antonio Sicilia”. E’ francamente noioso e mi ha costretto a buttare tempo per leggere la lunga, sconclusionata, sottogrammaticata e desintattizzata risposta di questo oscuro signore.
    Oscuro in quanto (a me) ignoto, ma adesso (sempre a me) parzialmente noto. E’ evidente che si tratta di un chiaro caso di ricerca di notorietà da parte di un operatore dello spettacolo, gente per cui la visibilità è tutto. Ma, per citare Civati, ciò di cui ha bisogno il nostro paese, nella cultura come nella politica, è “visione” e non “visibilità”.
    Personalmente neppure io conosco i suoi testi, ma non credo proprio che mi spingerò fino ad ascoltare i suoi lavori, essendo del tutto esauriente il campionario di “Povia pensiero” presente nella risposta di cui sopra.
    Tuo lettore affezionato,
    Alberto Barbero.

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