Elezioni Provinciali Francesi e il centro-destra italiano

Alcune considerazioni sulle “elezioni provinciali” francesi:

1) Marine Le Pen ha perso? Falso. Chi lo scrive non è informato. Non è stata la marcia trionfale che ci si aspettava, ma la Le Pen ha ottenuto due importantissimi risultati in vista della fondamentale sfida del 2017:
– il “lepenismo locale” comincia a diventare realtà (dopo il trionfo simbolico delle elezioni comunali del marzo 2014). Marine Le Pen sa bene che per giocare da protagonista la partita nazionale del 2017 occorre radicarsi a livello locale.
– il “tripartitismo” ora è realtà nella politica francese (gli esperti dicono sia un unicum dal 1958 ad oggi). Lo stesso Valls ha parlato di una “preoccupante perturbazione” del panorama politico francese

2) La vittoria dell’UMP e di Nicolas Sarkozy è schiacciante. Quasi 70 dipartimenti su 101. Vittoria del Centro-Destra Moderato? Castroneria. Chi ha seguito la politica francese negli ultimi mesi sa che Sarkò sta adottando una strategia precisa: discorsi e proposte marcatamente di Destra, per provare a recuperare gli elettori del Fronte Nazionale. Fulgido esempio è la durissima critica ai menù delle mense scolastiche. Sarkozy aveva infatti attaccato pubblicamente i menu senza carne di maiale.

Il centro destra italiano in piena crisi, prova a piegare il risultato francese a proprio favore.
La forzista Gelmini lancia un messaggio subliminale a Salvini: “Il nostro modello è Sarkò”. Sottolineando l’unico orizzonte possibile per Forza Italia: un nuovo blocco dei Moderati.
Difficile immaginare una nuova “coalizione moderata” questa volta, per due precisi motivi:

– La Lega ha superato Forza Italia e solo in questi giorni, a causa dell’accesa sfida Zaia-Tosi, sembra perdere briciole di consenso nei sondaggi. Assurdo pensare un centro-destra vincente senza quella che ad oggi è la maggior forza di Destra. Di conseguenza, con Salvini, il centro-destra moderato rimane un miraggio.

– Nessuno ha capito il perchè del sostegno di Berlusconi all’Italicum. Si diceva Patto del Nazareno all’epoca. Per ora risulta del tutto incomprensibile. L’Italicum infatti prevede un premio di maggioranza per il Partito e non per la Coalizione. Questo significa togliere a Berlusconi quella che per 20 anni si è rivelata un’arma vincente: Coalizione di moderati con Silvio Presidente e collante di forze molte diverse tra loro per storia e programmi. Difficile dettare condizioni sulle Alleanze senza essere il primo Partito di Destra nei sondaggi.

Dall’altra parte Salvini tace. E’ in piena fase di sottoesposizione mediatica, dopo mesi di tour televisivo.
Le motivazioni sono chiare.
Sta decidendo quale partita giocare.
Continuare a far crescere la Lega in tutta Italia fino al 2018, con il rischio di perdere potenza del messaggio ed entusiasmo, o giocare per vincere la partita come candidato Sindaco di Milano?
Mai come oggi Milano rappresenta un laboratorio per comprendere le sorti del centro-destra italiano.
Lupi e il NCD sembrano ormai fuori dai giochi, Salvini è il candidato ideale ormai da un paio d’anni e incredibilmente alcuni tirano fuori dal cilindro il clamoroso nome di Silvio Berlusconi.

Scenario confuso a destra e un ipotetico 10% di Landini a Sinistra.
Renzi non ha mai dormito così bene.
Gli avversari veri sono all’interno del suo stesso Partito.

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