Torniamo a scegliere. Il resto non conta.

“Perchè raccogli firme per un referendum abrogativo che va contro il preside-manager e i relativi aumenti di stipendio? Tua madre è preside, sei scemo?”

La scuola è troppo importante e prescinde dalle centinaia di euro che andrebbero ad aumentare lo stipendio di mia madre. La scuola è un ambito per cui vale sempre la pena lottare. E’ una lotta mai ridotta al presente, ma sempre proiettata al futuro. Lottare per la scuola oggi significa avere particolarmente a cuore l’Italia del 2025.

L’abrogazione dell’assurda previsione del preside-manager è una sfida particolarmente importante. Con la “Cattiva Scuola” di Renzi si realizza il sogno ricorrente del Berlusconismo, tutto quello che la Gelmini non è mai riuscita a realizzare compiutamente: una scuola sempre più azien­da­li­sta, gerar­chica e pro­dut­ti­vi­stica.

Il potere di chiamata diretta dei docenti, la possibilità di conferire un aumento stipendiale, la parola finale sulla formazione dei docenti.
Assurdità che vanno estirpate al più presto.

Mia madre è convinta di poter gestire questa maggiore responsabilità. Io le faccio continuamente notare che una norma deve essere generale ed astratta e non può essere parametrata soltanto alla sua rara accortezza e buona fede.

Vedete. Questa è la grande novità di questi 8 referendum su 4 temi spinosi della corrente legislatura: Scuola, Democrazia, Lavoro, Ambiente (referendum.possibile.com). Ci permettono di tornare a far politica sui temi, sugli argomenti. Ci permettono di lottare per una visione precisa del mondo. Ci permettono di litigare a tavola con i nostri parenti, con i nostri amici, perchè finalmente possiamo opporre un’idea alternativa allo status quo, una melodia diversa rispetto al monotono ritornello “non ci sono alternative, senza continuamente affossare l’argomento politica perchè tanto “sono tutti uguali”.
Possiamo finalmente tornare a distribuire volantini con un’idea di Paese e non soltanto con la faccia di qualcuno.

La campagna referendaria deve avere questo sapore.
Abbiamo tra le mani un potentissimo strumento costituzionale che può ridare sovranità ai cittadini italiani. 500mila firme da qui fino al 30 settembre rappresentano un traguardo importante anche per chi non condivide gli 8 quesiti referendari.
Sono firme che permettono di tornare a scegliere, di tornare fabbri del proprio destino con un “SI” o un “NO”.

Per questo le vicende personali sono troppo poco importanti al cospetto di un’occasione irripetibile. Vinciamo questa sfida assieme.

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