E’ solo l’inizio

Non depositeremo le firme in Cassazione.
Abbiamo raccolto decine di migliaia di firme, soprattutto nell’ultima settimana. Questo ha reso complicato ritirare in tempo per oggi tutti i moduli e tutti i certificati.

La mobilitazione è stata incredibile, ha messo insieme elettori diversi, storie diverse.
I referendum sono stati firmati da cittadini che non votavano da anni, da elettori e amministratori SEL, l’Altra Europa, Rifondazione, M5S, PD, Radicali e tante altre associazioni e movimenti.Migliaia di cittadini hanno compreso che sarebbe bastato un semplice colpo d’inchiostro per trasformare il dissenso in proposta, a prescindere dalle appartenenze politiche.

E’ solo l’inizio di un lungo cammino.

Chi esulta per il mancato raggiungimento delle 500mila firme evidentemente non è sereno, altrimenti avrebbe vissuto con tranquillità una consultazione popolare per mettere alla prova queste riforme.

C’è una sinistra che ha voglia di fare, ha voglia di tornare popolare, per strada, tra la gente, per la gente.Il Berlusconismo non è un’epoca storica conclusa, ormai è evidente. Per questo le persone che ci seguiranno in questo cammino saranno sempre più numerose.

C’è un popolo che non si riconosce in questa idea di scuola, di lavoro, di ambiente, di democrazia.
C’è un popolo che non accetta editti bulgari nel mondo dell’informazione, c’è un popolo che lotterà sempre contro le grandi e inutili opere (vedi Ponte sullo Stretto).
C’è un popolo che non sopporta l’indistinzione politica, ma lotta per distinguersi da chi vuole modificare la Costituzione di Pertini con i voti di Verdini.
C’è un popolo che preferisce parlare di “emergenza casa” piuttosto che annunciare “Aboliremo l’Imu”.

Questo popolo non va corteggiato, con programmi e leader calati dall’alto.
Questo popolo va sfidato.Salite a bordo, abbiamo bisogno di tutti per tornare ad essere sovrani in un Paese che ci ha dimenticati.

Queste firme sono i semi da cui germoglierà una politica nuova.

Nessun rimpianto.
La democrazia diretta era ed è l’unica soluzione al tempo di una democrazia rappresentativa in crisi, corrotta da forze politiche incapaci di rispettare il programma elettorale con cui sono state elette.

Chi brinda sbaglia o non è in grado di interpretare nel migliore dei modi quanto è successo in queste settimane.La novità è l’esistenza di un contropotere capace di organizzarsi ed entusiasmare migliaia di persone.

Il resto verrà, il “tutto e subito” made in Arcore non farà mai parte del nostro modus operandi. C’è una politica nuova tutta da costruire, fuori dall’infame trappola del “meno peggio”.

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