Prima dell’occupazione delle fabbriche occorre un’altra rivoluzione

Occuperemo le fabbriche” minaccia Landini in tv, solidarizzando con quell’accenno di “lotta di classe” andato in scena in Francia, tra manager Air France e dipendenti.

Il problema non si risolve occupando a mio parere.
Il problema sta nella nostra mentalità da consumatori.

Air France sta cercando di ridurre i costi per far fronte all’aggressiva concorrenza da un lato delle compagnie low cost e dall’altro dalle linee aeree a lungo raggio mediorientali.

Come possiamo solidarizzare con i dipendenti Air France e poi salire a bordo dei voli low cost Ryanair?
Come possiamo scendere in campo per difendere i lavoratori e poi andare al supermercato la domenica pomeriggio?
Come si può odiare il sistema dove sguazziamo piacevolmente da consumatori?

Il cambio di rotta non passa dall’occupazione delle fabbriche, ma da una rivoluzione della nostra mentalità consumistica.
Un’estensione dell’approccio “Slow Food” a qualsiasi ambito della nostra vita, ritrovando quell’equilibrio da troppo tempo smarrito.
Una “slow economy” prima della minaccia dell’occupazione delle fabbriche.

Capisco, forse la “lentezza” è un concetto difficile da digerire e spiegare, ma è l’unico che può cambiare il corso delle cose.

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