Il Premier non sopporta il potere nelle mani dei cittadini

Lo avevo già intuito dopo il crollo storico dell’affluenza alle elezioni regionali in Emilia Romagna (37% ovvero il 30% in meno). Renzi commentò: “L’astensione? E’ un problema secondario“.

Il suo appello al “non voto“, in questa campagna referendaria, mi ha dato la conferma. In questo momento il Presidente del Consiglio mal digerisce il potere nelle mani dei cittadini.

Si perché vedete, il Renzismo si divide in due fasi:

1) la fase 1 è quella in cui si chiedeva di aumentare la partecipazione, per rottamare la ditta e scalare il PD. Culmine di tale fase fu l’ormai celebre dichiarazione rilasciata da Daria Bignardi, durante le “Invasioni Barbariche”, in cui l’attuale premier disse: “Governerei solo se legittimato dal voto” (è andata diversamente, diciamo)

2) la fase 2 è quella in cui invece si ostacola la partecipazione e si cavalca l’astensionismo, per difendere il Governo e la leadership.

La fase 2 comincia da quel famoso #StaiSereno a Letta. Da quel momento in poi accentramento, pensiero unico e guerra al dissenso.  

Da quel momento in poi ogni volta che non si è votato o si è votato poco ha sempre vinto Renzi.

Questa è la più grande differenza tra Berlusconismo e Renzismo, accomunati per il resto dalla stessa classe dirigente e da diversi punti programmatici.

Berlusconi ha legittimato il proprio potere attraverso le consultazioni popolari, falsate spesso da un’anomala concentrazione dei mass media nelle sue mani.
Renzi invece ha legittimato il proprio potere con una versione all’amatriciana di House of Cards, con giochi di palazzo e trasformismo, bypassando il momento del voto e arrivando a Palazzo Chigi grazie a primarie decise da poco meno di 3 milioni di elettori.

Per questo la vittoria di Renzi in questo Referendum del 17 aprile è una vittoria mutilata. Oggi Renzi può cavalcare l’astensione, ma al Referendum senza quorum di ottobre no. A quel punto Renzi dovrà mobilitare il suo popolo, portarlo alle urne dopo aver chiesto loro di non votare solo qualche mese prima.

Insomma Renzi ad ottobre dovrà ritornare alla fase 1, ma difficilmente i cittadini e le cittadine dimenticheranno la fase 2 ancora in corso.

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