Prima la società, poi la Sinistra

Si parla molto dei soggetti con cui la sinistra dovrebbe allearsi, dialogare, costruire un’alleanza.

Ne consiglio alcuni:

👉Precari
👉Studenti che fuggono dall’Italia
👉Migranti che chiedono diritti
👉Cittadini di un meridione socialmente depresso
👉Ceto medio impoverito
👉Cittadine e cittadini che non hanno case di proprietà e che non possono e non potranno accedere a un mutuo
👉 Pignorati
👉Cittadine e cittadini che occupano stabili 
👉Chi non studia e non lavora (NEET)
👉Gli evasori fiscali per necessità 

Uniamo questo popolo così diverso e interclassista, prima di unire la sinistra.

Cosa accomuna tutti?
La voglia di redistribuzione.

Cosa può far tornare tutti a credere nella politica?
La nascita di una forza politica che sfida quell’1% di popolazione che non vuole condividere le risorse e non vuole rinunciare ai propri privilegi.

Come si diventa Sinistra di Governo, Sinistra autonoma e indipendente da questo centrosinistra ormai corrotto nei propri valori e vicino all’estinzione?

Diventando megafono di questa massa così diversa di cittadini e cittadine. Perché? Semplice, nessuno in Italia lo fa.

“Lanciafiamme”, “ruspa”, “vaffanculo”, “si deve cagare sotto” sono tutte forme di comunicazione adottate da politici appartenenti a fazioni diverse, ma formule sempre indirizzate ai soggetti sbagliati.

Una Sinistra di Governo usa il “lanciafiamme” non verso altri poltici, ma verso i privilegi che ancora sopravvivono, inspiegabilmente, nella società.
Dice “vaffanculo” a chi non vuole condividere, mette in campo la “ruspa” laddove si condona e si continua a consumare il suolo senza criteri.
Fa “cagare sotto” coloro che si arricchiscono sulla povertà altrui, i governi che continuano con la politica dei tagli lineari e dei bonus a pioggia, chi abusa dei voucher, chi evade per arricchirsi ancora di più sfruttando paradisi offshore.

La politica che critica altra politica e parla solo con altra politica non ha più senso. Lo dico facendo una seria autocritica.

Chi ci vota deve sapere che non rottameremo la “casta”, la “minoranza PD”, rottameremo chi vive sulle spalle dell’intero Paese.

Questo conflitto è l’unico collante del popolo che abbiamo la pretesa di rappresentare.

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