2016. L’Italia si conferma una Repubblica fondata sui #voucher

Pensavamo di aver toccato il fondo nei primi 7 mesi del 2015:
+73% di voucher venduti rispetto ai primi 7 mesi del 2014.
 
Oggi invece l’Osservatorio sul precariato dell’INPS rileva che nei primi 7 mesi del 2016 sono stati venduti ben 84,3 milioni di voucher, con un incremento del +36% rispetto ai primi 7 mesi del 2015.
 
Dati che ahinoi non sorprendono.
il Jobs Act ha incentivato il ricorso ai voucher portando a 7mila euro il limite di reddito percepibile da un lavoratore attraverso i voucher (precedentemente 5 mila). Conseguenza? “I percettori sono così passati dai 24mila del 2008 agli 1,4 milioni del 2015, e il 37% non ha altri redditi”.
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Il Governo continua a ritardare un necessario decreto correttivo per limitare questo inaccettabile abuso. Abuso che non riduce il lavoro nero, anzi, troppo spesso lo maschera.
 
Nel Paese in cui si muore mentre si sciopera, nel Paese in cui si continua a morire fuori e dentro l’Ilva, il boom dei voucher segna la definitiva e tragica involuzione del lavoro da diritto a merce.
 
E un Paese dove il lavoro è una merce non è un Paese democratico.
Per niente.
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